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Alcune idee normative riguardo allo Statuto e al controllo interno di un partito

di Fabrizio Pallotti

Terza stesura

Lo Statuto di un partito politico dovrebbe essere redatto secondo un criterio di chiarezza, rigore e approfondimento. Va esclusa la possibilità di equivoci o di interpretazioni soggettive. Le uniche possibili modifiche allo statuto devono consistere nei termini di un'evoluzione. É quindi necessaria la presenza di uno o più principi fondamentali, i quali siano fissi, inalterabili. Se tuttavia nella fase iniziale vengono corretti - purché si mantenga la base - tramite parti successive dello statuto, è il caso di riformularli. Evidentemente essi devono avere una caratteristica di atemporalità, cioè non riferirsi a situazioni del momento, ma poter essere sempre attuali.

Il partito avrà un organo di controllo interno, autocontrollato. Tale controllo, esteso a tutti i membri compreso il Fondatore e i futuri Leader, accerterà che la loro condotta sia legale e conforme allo statuto. In caso di violazioni si prenderanno provvedimenti che possono andare da un richiamo fino, nei casi più gravi, all'espulsione. I principi fondamentali dello statuto fanno per così dire le veci del fondatore/presidente, impedendo che si tradisca la ragion d'essere del partito quando egli venisse a mancare, per l'una o l'altra ragione.

L'organo di controllo può consistere principalmente nella figura di un controllore o ispettore, in rapporto reciproco di monitorazione e responsabilità verso il leader di partito. Verranno predisposte misure per impedire che fra tali membri si stipulino accordi intesi ad aggirare i controlli, contravvenire allo statuto o commettere abusi di potere.